“Ci sono anch’io”

COMUNITÀ EDUCATIVA RESIDENZIALE

PREMESSE

Dal 2001 è attivo presso la Comunità “Maria Immacolata” il progetto residenziali “Ci sono anch’io” impegnato ad accogliere, per un periodo di tempo definito, minori maschi dai 6 ai 18 anni.

La Comunità educativa è particolarmente indicata per preadolescenti e adolescenti in situazioni di disagio familiare e sociale e ha l’intento di aiutarli a superare tali problematiche attraverso la relazione significativa con adulti di riferimento, d’esempio e sostegno con cui confrontarsi quotidianamente.

Il progetto si occupa di minori per i quali la famiglia di origine può essere caratterizzata da media o alta problematicità, ma con eventuali e potenziali risorse di recupero che possono emergere e riqualificarsi se sostenute adeguatamente. In tali casi l’inserimento temporaneo in struttura dell’accolto può rappresentare un momento di riflessione per tutti i soggetti familiari.

Negli anni la nostra equipe si è fatta conoscere per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e per la possibilità di accogliere nuclei di fratelli/sorelle anche numerosi.

DESTINATARI

Il progetto è destinato a:

  • minori maschi dai 6 ai 18 anni, posti autorizzati n. 10, in aggiunta ai quali è possibile attivare n. 2 posti per la pronta accoglienza.

OBIETTIVI DELLA COMUNITA’ RESIDENZIALE “CI SONO ANCH’IO”

Da Direttiva n. 1904/2011 dell’Emilia Romagna la comunità educativa deve perseguire i seguenti obiettivi, che sono in linea la missione e la visione della comunità di accoglienza “Maria Immacolata”:

  • offrire all’accolto uno spazio di vita in cui si senta veramente ACCOLTO e possa elaborare un progetto per il proprio futuro;

  • assicurare una connotazione di tipo familiare attraverso relazioni affettive personalizzate e personalizzanti, serene, rassicuranti e tutelanti e una familiare condivisione della quotidianità capace di orientare in senso educativo ogni suo aspetto;

  • garantire una costante e forte collaborazione con i Servizi socio-sanitari di riferimento e un continuo coinvolgimento delle opportunità offerte dal territorio;

  • rinforzare e integrare i ruoli genitoriali temporaneamente indeboliti o compromessi da difficoltà familiari;
  • promuovere e incrementare, laddove possibile e in accordo con i servizi territoriali le potenzialità del nucleo familiare e la riappropriazione delle funzioni educative genitoriali;

  • sostenere e supportare l’accolto nelle relazioni e nella cooperazione con i vari ambienti della sua vita, con le realtà e i servizi del territorio;

  • responsabilizzare l’accolto nell’affrontare la quotidianità con l’impegno personale necessario, ma anche con la capacità del saper chiedere aiuto, del comprendere tempi, sacrifici e regole.

  • proporre la costruzione di processi di autonomia (personale, affettiva, relazionale, sociale, lavorativa) realisticamente possibili per le caratteristiche e le risorse personali dell’accolto.

Progetto educativo individualizzato

Nella fase di inserimento del minore in comunità l’equipe educativa ha il compito di rilevarne le criticità e i punti di forza e di fare una lettura del suo stato d’animo, soprattutto se di disagio, evidenziando le modalità di relazione con il gruppo dei pari e con l’equipe educativa.

Conclusa la fase di prima osservazione e conoscenza del minore e conclusa la stesura finale del progetto quadro si procede all’elaborazione del P.E.I/P.E.I.I dell’accolto. Tale strumento prevede il coinvolgimento degli accolti compatibilmente con la loro età e la loro capacità di discernimento.

Il P.E.I/P.E.I.I viene definito e realizzato dalla comunità, in stretto accordo con i Servizi Sociali invianti e deve tenere conto dei tempi di permanenza in comunità previsti per il minore.

Il P.E.I/P.E.I.I è concretamente organizzato secondo le seguenti dimensioni:

  • dimensione personale: obiettivi di crescita del ragazzo/a sulla base delle sue risorse, dei suoi limiti e disagi; portare alla consapevolezza, rivalutare, migliorare la convivenza dell’accolto con i propri limiti; definire intervenire su disagi e problematiche, promuovere e sostenere l’autostima e autonomia;

  • dimensione scolastico/formativa: obiettivi tesi a supportare l’integrazione in ambito scolastico, formativo, lavorativo ed extrascolastico, soprattutto laddove vi sia il rischio di dispersione scolastica. L’equipe educativa assicura di svolgere incontri periodici e regolari con gli insegnanti/formatori e di intervenire in caso di criticità;

  • dimensione sociale: obiettivi di socializzazione, l’intervento su ogni minore viene integrato con tutte le opportunità educative offerte dal territorio quali il volontariato, l’associazionismo sociale, culturale, ricreativo e sportivo. In tale dimensione trova inoltre spazio l’organizzazione dell’accolto per quanto riguarda le uscite in autonomia e l’utilizzo del cellulare;

  • dimensione di gruppo: la comunità è il luogo dove imparare a condividere e a negoziare, in cui sviluppare la propria identità, in cui lasciar spazio alla propria personalità potendola talvolta “smussare” nelle sue rigidità e rafforzare nelle sue debolezze e accettare il confronto costruttivo con i coetanei. In tale dimensione trovano spazio gli obiettivi che riguardano la relazione tra il minore e il gruppo nel quale è inserito;

  • dimensione familiare: trovano spazio le indicazioni di come vanno gestiti gli incontri con la famiglia d’origine e gli elementi che è possibile raccogliere rispetto all’andamento di questi e la qualità della relazione tra i componenti del nucleo familiare d’origine.

PROGETTO DI VITA

Entro due mesi dal compimento del diciottesimo anno di età viene elaborato il P.D.V. esso è sottoscritto dal responsabile della comunità, dal servizio sociale territoriale competente e dal ragazzo/a. In esso trovano indicazione gli impegni dei quali il ragazzo/a si fa carico per perseguire la piena autonomia. A questa nuova fase del percorso del ragazzo/a corrisponde comunque una maggiore autonomia. Su specifica richiesta del servizio sociale territoriale competente è possibile prevedere che il ragazzo/a permanga nella medesima comunità anche al compimento della maggiore età, ma per un tempo limitato e con uno specifico obiettivo (in attesa di terminare un percorso di studi, etc…).

CARTELLA PERSONALE

L’equipe educativa cura la stesura di una cartella personale in cui vengono raccolte tutte le informazioni relative all’accolto secondo le seguenti sezioni:

  • anagrafica, che raccoglie i dati del minore e della sua famiglia. Vi è spazio anche per i dati inerenti la ricostruzione del passato dell’accolto: storia familiare, precedenti collocazioni in strutture o in progetti alternativi alla famiglia, rapporti con figure significative e contiene i nominativi e i dati dei referenti del progetto e relativi recapiti;

  • scolastica, con le informazioni concernenti i trascorsi scolastici e la situazione attuale;

  • sanitaria, con la ricostruzione dei percorsi sanitari del minore, soprattutto di quelli rilevanti;

  • progettuale, contenente relazioni e comunicazioni del Servizio Sociale inviante, i decreti del Tribunale dei Minori, le relazioni redatte dall’equipe educativa, il P.E.I/P.E.I.I;

La stesura e il continuo aggiornamento di tale strumento rappresentano momento di profonda conoscenza dell’accolto e momento di riflessione per tutta l’equipe sulle metodologie specifiche da rendere operative per il raggiungimento degli obiettivi specifici dell’accolto.

La cartella personale di ogni accolto oltre ad essere in formato cartaceo è presente anche in formato files.

La vita quotidiana come spazio educativo-terapeutico

Nella quotidianità si crea lo spazio educativo per il singolo accolto con l’obiettivo di stimolarlo nel suo impegno a:

  • vivere la quotidianità secondo alcune regole semplici e precise;

  • accettare il confronto costruttivo con i coetanei e gli adulti di riferimento;

  • comunicare vissuti e disagi riuscendo così a chiedere aiuto;

  • accettare la possibilità di trovare soluzioni ad eventuali situazioni conflittuali con le giuste modalità per favorire una convivenza costruttiva con gli altri accolti.

I ritmi il più possibile simili a quelli di una famiglia e un’ di organizzazione giornaliera ispirata ad una certa regolarità, favoriscono la messa in discussione del grado di autonomia dell’accolto, talvolta troppo affermata o al contrario da formare e sviluppare.

La giornata per gli accolti, soprattutto in periodo scolastico, sarà indicativamente organizzata come segue:

ore 6.30-7.20 sveglia e colazione;

ore 7.05-7.45 uscita dalla Comunità in autonomia per autobus e spostamenti verso scuole e aziende;

ore 13.20-14.20 pranzo e riordino;

ore 14.30-16.30 studio, alfabetizzazione;

ore 16.30-18.00 attività ricreative, formative, commissioni, uscite in autonomia, etc…

ore 18.00-19.00 igiene personale e riordino e pulizia dei propri spazi;

ore 19.15-20.00 cena e riordino;

ore 20.30 serata organizzata o gestione libera negli spazi ricreativi della Comunità;

ore 21.45 Buona notte.

A seconda della composizione dei gruppi di accolti si diversificano le attività con anche alcune variazioni relative all’orario tra coloro che hanno dai 6 ai 12 anni, dai 12 ai 15 anni e coloro che hanno invece tra i 15 e 17 anni.

SERVIZI AGGIUNTIVI

Per i comuni limitrofi alla comunità di accoglienza (Forlì e Cesena) è possibile attivare su richiesta del servizio sociale referente alcuni servizi aggiuntivi:

  • al termine del percorso in comunità educativa residenziale si può valutare l’inserimento del minore nella comunità educativa semiresidenziale, in un’ottica di accompagnamento al rientro nella famiglia d’origine;

  • al termine del percorso in comunità educativa semiresidenziale del minore si può richiedere di attivare un sostegno domiciliare familiare. Tale intervento sarà a cura degli stessi educatori presenti nel percorso precedente del minore.

Per i servizi sociali di zone distanti è infine possibile valutare l’attivazione di incontri protetti tra i minori e i familiari da svolgersi all’interno della comunità di accoglienza e gestiti dagli stessi educatori.

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